Katipo – Latrodectus katipo

193

Katipo – Latrodectus katipo

Il katipo, nome scientifico Latrodectus katipo, è un ragno velenoso appartenente alla famiglia Theridiidae. Il genere Latrodectus è lo stesso della più famosa vedova nera. Anche questo ragno può quindi essere considerato una “vedova” a tutti gli effetti.

Latrodectus katipoPhoto Credit: Wikimedia Commons

Il nome di questo ragno deriva dalla lingua Maori. Il termine kātipā significa letteralmente “che punge di notte” perché i Maori pensavano appunto che mordesse soltanto nelle ore notturne.

Il parente più stretto del katipo è il ragno dal dorso rosso. Un tempo si pensava che il ragno dal dorso rosso fosse una sottospecie del Latrodectus katipo. Gli studi hanno poi dimostrato che ci sono differenze strutturali e nella scelta dell’habitat che ne fanno due specie distinte.

Un altro errore commesso in passato è stato quello di considerare il katipo nero, chiamato allora Latrodectus atritus una specie distinta da quello rosso. In realtà la differenza del colore dipende dalla latitudine ed è correlata alla temperatura media annuale.

Aspetto

Questo è un aracnide di dimensioni medio piccole. La lunghezza media del corpo di una femmina è di circa 8 millimetri e quella delle sue zampe è di 32 millimetri. Gli esemplari maschi sono molto più piccoli, circa un sesto delle loro compagne.

Le femmine hanno tutte un addome tondo, nero o marrone, dall’aspetto vellutato. Quelle definite “rosse” presentano una striscia distintiva rossa, bordata di bianco. Nella parte inferiore dell’addome è spesso presente la classica macchia rossa a forma di clessidra delle vedove, alcune volte è soltanto parziale o una macchia rossa indistinta.

Nelle femmine definite invece “nere” la striscia rossa sul dorso è assente oppure è giallina e molto chiara. A volte la striscia è sostituita da chiazze color crema. La macchia a forma di clessidra nella parte inferiore dell’addome non è presente o è indistinta e decentrata.

Le zampe sono lunghe e sottili, di colore nero che sfuma nel marrone verso le estremità.

Gli esemplari maschi sono molto diversi dalle femmine. Il loro carapace è marrone ma l’addome è prevalentemente bianco con delle strisce irregolari scure e a volte segni rossi a forma di diamante. Sul ventre la macchia a forma di clessidra è chiara. Le zampe sono chiare con delle ombreggiature marroni sulle giunture.

Habitat

L’habitat del Latrodectus katipo è molto specifico. Questi aracnidi vivono infatti esclusivamente in riva al mare, tra le dune di sabbia. Solitamente scelgono la parte più interna delle dune di sabbia sul mare, per essere maggiormente protetti dalle tempeste.

Se le dune di sabbia si estendono per lunghe distanze all’interno del territorio, questa specie può essere trovata anche a diversi chilometri dal mare.

Ragnatela e Comportamento

Come nel caso degli altri ragni appartenenti alla famiglia Theridiidae, la ragnatela di questa specie è un groviglio irregolare di fili sottilissimi di seta. Solitamente è a forma di amaca, di colore bianco- giallastro. La tana si trova nella parte inferiore della ragnatela ed è a forma di cono.

La ragnatela del katipo è posizionata tra le piante basse che crescono nelle dune di sabbia. Viene sempre costruita vicina al suolo, libera, in modo da intrappolare gli insetti che camminano a terra e quelli che vengono sospinti dal vento attraverso le dune. Talvolta le ragnatele vengono ancorate a legni o altri detriti, come lattine o bottiglie.

Questa specie è timida e per niente aggressiva. Se viene infastidito, il Latrodectus katipo si chiude a palla e si lascia cadere a terra, oppure cerca un nascondiglio. Se la minaccia continua può assumere un atteggiamento difensivo, lanciando fili di seta verso l’aggressore. Morde soltanto come ultima risorsa, ad esempio se rimane intrattenuto nei vestiti ed è a stretto contatto con la pelle.

Soltanto le femmine possono essere ritenute pericolose, non soltanto perché diventano aggressive quando devono proteggere le uova. I maschi sono troppo piccoli per perforare la pelle.

Le leggende Maori raccontano di diverse morti dovute al morso di questa specie. Dal 1849 in poi non è stata segnalata alcuna vittima.

Il morso documentato più recente attribuito a questo ragno risale al 2012.

Veleno e Sintomi

Il veleno del ragno katipo è neurotossico, come quello di tutti i ragni appartenenti al genere Latrodectus. La componente principale di questo veleno è infatti una potente neurotossina chiamata alfa-latrotossina.

L’insieme dei sintomi dovuti all’avvelenamento è una sindrome chiamata latrodectismo, proprio perché è causata dalla tossina tipica di questo genere di ragni.

Oltre al forte dolore e al gonfiore nella zona del morso, nel giro di un’ora possono verificarsi:

  • Nausea e vomito
  • Pelle d’oca
  • Dolori addominali o al torace
  • Mal di testa
  • Tremori
  • Ipertensione
  • Sudorazione generalizzata
  • Gonfiore dei lifonodi

Nel raro caso di complicazioni, possono presentarsi sintomi gravi come:

  • Convulsioni
  • Coma
  • Insufficienza respiratoria
  • Edema polmonare

I sintomi possono durare da poche ore a diversi giorni, il dolore intenso nella zona del morso può durare fino a 24 ore.

Cosa Fare in Caso di Morso

Nella maggior parte dei casi, il morso del Latrodectus katipo non richiede cure mediche. Per contrastare il dolore ed il gonfiore localizzato è sufficiente applicare del ghiaccio sulla zona colpita e prendere degli analgesici.

È tuttavia necessario raggiungere un ospedale nel caso in cui si sviluppino sintomi sistemici, sarà l’ospedale a valutare l’entità dell’avvelenamento. Nei casi più gravi verrà somministrato l’antidoto che è disponibile in tutti i principali ospedali della Nuova Zelanda.

L’antidoto usato contro il veleno di questa specie è quello del Latrodectus hasselti, ed allevia i sintomi del latrodectismo, anche se non li risolve del tutto.

Alimentazione

Questi aracnidi si nutrono di insetti, catturandoli attraverso la ragnatela tesa tra le piante. La loro dieta prevede scarafaggi e anfipodi, falene, mosche ed altre specie di ragni.

Può capitare che catturino prede più grandi di loro. Se delle grosse prede restano impigliate nella ragnatela, il katipo le avvolge velocemente nella seta e le morde ripetutamente fino ad ucciderle.

Quando la disponibilità di prede è abbondante, non è raro vedere diversi insetti appesi alla ragnatela in attesa di essere mangiati.

Latrodectus katipoPhoto Credit: Wikimedia Commons

Accoppiamento e Riproduzione

Il periodo dell’accoppiamento è in agosto e settembre. Il maschio va alla ricerca della ragnatela di una femmina recettiva. Per potersi accoppiare, il maschio corteggia la femmina pizzicando e riparando la ragnatela. La femmina all’inizio insegue il maschio, in seguito si mostra più docile e gli permette di avvicinarsi. Quando la femmina acconsente all’accoppiamento, si posiziona a testa in giù sulla ragnatela. A questo punto il maschio allinea in verticale il suo addome a quello della femmina per fecondarla.

Contrariamente alle altre vedove, in questa specie le femmine non divorano il maschio dopo l’accoppiamento.

Le femmine depongono le uova a novembre o dicembre. Le uova sono rotonde, color porpora, leggermente trasparenti. Vengono deposte e tenute insieme in delle sacche rotonde, color crema, preparate ed appese dalla femmina al centro della ragnatela. Ad ogni accoppiamento la femmina produce dalle 5 alle 6 sacche, ognuna contenente 70/90 uova fecondate.

A gennaio e febbraio le uova si schiudono, dando alla luce i piccoli che si disperdono sulla ragnatela. I piccoli sono bianchi, simili ai maschi adulti.

Una piccola curiosità. Il ragno dal dorso rosso maschio può accoppiarsi con una femmina di katipo, producendo dei piccoli ibridi. Il contrario invece non può avvenire perché quando il katipo si avvicina alla ragnatela di una femmina di Latrodectus hasselti viene divorato prima dell’accoppiamento.

Conservazione

Il numero di questi ragni è in grave declino, questa specie è infatti considerata in via di estinzione. Tutti gli esemplari sono infatti protetti dalla legge neozelandese e ucciderne anche soltanto uno è punibile con una multa salata o con la reclusione.

Il motivo del declino del numero di questi aracnidi è da attribuirsi principalmente alla progressiva perdita del loro habitat naturale. L’introduzione di piante esotiche, lo sviluppo urbano, l’agricoltura e le attività di svago nelle zone delle spiagge hanno irreparabilmente modificato le dune costiere.

Se a questo si aggiunge l’introduzione di ragni stranieri che hanno colonizzato gran parte dell‘habitat disponibile e vitale per il Latrodectus katipo, si comprende la gravità della situazione.

In natura questa specie è predata esclusivamente da una vespa indigena che si ciba delle sue uova.

Diffusione

Mappa diffusione latrodectus katipo
Mappa diffusione latrodectus katipo

Il ragno katipo è endemico della Nuova Zelanda e vive sulle sue coste, ad esclusione di quelle sud occidentali.

Katipo – Latrodectus katipo